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Dissesto idrogeologico: analisi dell’opinione dei cittadini veneti

Dissesto idrogeologico: analisi dell’opinione dei cittadini veneti

SONDAGGIO QUAERIS – Solo il 3,4% dei cittadini veneti intervistati è convinto che non si possa fare nulla contro fenomeni di dissesto idrogeologico: le cause dell’intensificarsi di questi eventi sono attribuite principalmente all’uomo.

Quaeris analizza il tema del dissesto idrogeologico: un campione di 258 cittadini veneti ha espresso la sua opinione sull’impatto delle calamità naturali sul territorio regionale, evidenziando interessanti spunti per le prossime politiche a riguardo. Le interviste sono state somministrate dalla società specializzata Demetra, col metodo dell’intervista via web (CAWI), su un panel proprietario.

In primo luogo è stato chiesto agli intervistati di indicare le emergenze ambientali che li preoccupano maggiormente: sono alluvioni ed esondazioni (57,3%) a guidare questa spiacevole classifica, seguiti dall’eccessiva urbanizzazione e cementificazione (50,9%). Il primo aspetto spaventa maggiormente le donne e gli over 50 anni, mentre il secondo allarma di più gli uomini. Il 94,0% degli intervistati ritiene che fenomeni come alluvioni, frane ed esondazioni non possono essere evitati, ma che si possano limitare i danni attraverso opportune attività di prevenzione e nuovi stili di vita. Solo il 3,4% è del parere che non si possa fare nulla contro questi fenomeni ineluttabili.

Ma quali sono le cause del verificarsi in Veneto di frane, smottamenti ed inondazioni? Per il 40,2% del campione la colpa è da attribuire alla cementificazione dei letti dei fiumi: di tale parere sono soprattutto le donne ed i 30 – 49enni. A poca distanza, il 38,9% pensa che sia stata la costruzione incontrollata di infrastrutture a contribuire al verificarsi di tali fenomeni: a sostenere ciò sono soprattutto gli uomini e gli under 30 anni. Seguono poi, a maggiore distanza, altre cause quali il disboscamento (27,9%), l’abusivismo edilizio (23,1%), la deviazione dei corsi naturali delle acque (22,8%) e l’abbandono delle aree collinari da parte degli agricoltori (22,1%).

Per ridurre l’impatto di queste calamità naturali, il 56,4% degli intervistati consiglia di garantire una costante manutenzione e di questo avviso sono principalmente gli over 50 anni. Per il 37,8% del campione è inoltre molto importante incrementare le opere di prevenzione idraulica (37,8%). Seguono poi, a maggior distanza, altri aspetti come l’educazione delle persone a nuovi stili di vita e comportamenti (24,6%) ed il monitoraggio costante delle zone a rischio (24,5%).

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