Referendum: i sondaggi davano il 48%, indecisi esclusi

LA LETTURA Giorgio De Carlo, direttore di Hobo – Quaeris: Risultato scontato già dalla prima rilevazione.

«La vittoria del sì era scontata, nessun sondaggista si preoccupava di questo. Il problema stava nel quorum». Giorgio De Carlo, direttore del gruppo di ricerca Hobo – Quaeris, trova negli esiti del referendum nella Marca conferma delle previsioni della vigilia: «L’ultimo sondaggio da noi effettuato, venerdì scorso, ci indicava chiara¬ mente il raggiungimento del quorum: il 48% dei trevigiani, infatti, dichiarava che sarebbe certamente andato a votare. E le uniche aree di resistenza non erano rappresentate tanto da chi non si sarebbe recato ai quanto dagli indecisi, a circa il 30 percento». Per questo molta importanza è stata assegnata ai primi dati sull’affluenza: «Quando le indicazioni delle 12 di domenica hanno registrato un 11 percento di votanti era ormai evidente che il limite sarebbe stato l’aggiunto: infatti, quella era la soglia toccata anche in tutte le consultazioni precedenti in cui si era superato il quorum». A sorprendere piuttosto stato l’andamento del referendum sul nucleare: “Tutti gli analisti ritenevano che sarebbe stato questo quesito a trainare la partecipazione voto, invece ha subito un progressivo ridimensionamento, tanto che, alla. fine, anche in provincia è risultato solo il terzo per numero di votanti. Un paio di mesi nell’imminenza dell’incidente centrale Fukushima, si attestava oltre il 60%: mentre gli altre tre hanno mantenuto i valori previsti dall’inizio, il nucleare è calato con lo scemare dell’emozione per la tragedia giapponese». La propensione al voto, secondo i sondaggi Hobo – Quaeris diminuiva con l’aumentare dell’età: «Vista la partecipazione, anche gli anziani si sono recati alle urne». Per spiega re la bassa affluenza nella zona dell’Opitergino (a Cimadolmo, Ormelle, Mansuè e San Polo si è rimasti sotto il 50%), invece, occorrerà analizzare più a fondo i dati: “Può aver influito la componente socio-demografìca di quella zona. l’alta presenza di anziani, o forse quella di numerosi immigrati».

Mattia Zanardo, Il Gazzettino, Martedì 14 Giugno 2011

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