Condizione femminile analizzata da Quaeris

Condizione femminile, un argomento sempre attuale e che diventa l’oggetto dell’indagine condotta dall’Istituto Quaeris.

Quaeris infatti, ha presentato i risultati dell’indagine sulla condizione femminile nella Provincia di Trento.

Giovedì 13 Maggio 2010, a Trento, nella Sala della Giunta presso il Palazzo della Regione, si è tenuto l’incontro dal titolo “Tante donne per un grande Trentino: indagine sulla condizione femminile nella Provincia di Trento” realizzata dall’Istituto di ricerca Quaeris. In attesa di presentare i risultati della ricerca sul nostro sito internet (a breve disponibile sul nostro portale), vi segnaliamo l’articolo della giornalista Luisa Patruno relativo all’incontro pubblicato sul quotidiano “L’Adige” Venerdì 14 Maggio 2010.

L’Istituto Quaeris ha realizzato la ricerca sulla condizione delle donne in Trentino per conto del gruppo provinciale del Pd. Sono state effettuate 1.000 interviste telefoniche a un campione di residenti su tutto il territorio provinciale (70% donne e 30% uomini). Dall’area denominata Nord-Ovest (Val di Sole, Non, e Rotaliana) è emersa una visione più tradizionalista del ruolo femminile rispetto alle altre valli del Trentini e del capoluogo.

Un dato sicuramente interessante del sondaggio, è stato quello che ha evidenziato come le donne siano considerate maggiormente portate per ruoli di responsabilità politica, nonostante in realtà le quote rose in politica scarseggiano, e non poco.

La combinazione tra le interviste e il sondaggio telefonico ha prodotto un panorama ben chiaro della condizione femminile dalla quale emerge, come questione principale, condivisa dalla maggior parte delle intervistate, la necessità di raggiungere una parità all’interno delle mura domestiche, attraverso il riequilibrio dei compiti in casa, che oggi pesano quasi esclusivamente sulle donne, e che si riflettono poi sulle capacità e opportunità delle donne di stare sul mercato del lavoro. Come hanno affermato alcune intervistate, è necessario diminuire la cosidetta competizione alterata rispetto all’uomo, dando alla donna la possibilità di avere più tempo a disposizione, in modo tale da potersi sentire realizzata anche nel mondo del lavoro.

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