Dialetto: il trilinguismo tra gli immigrati veneti

 

Dialetto veneto tra gli immigrati. Giorgio De Carlo, direttore dell’Istituto di ricerca Quaeris, interviene ai microfoni di Radio Veneto Uno per illustrare l’indagine sull’uso del dialetto veneto tra gli immigrati.

L’attuale lingua veneta deriva dal latino volgare parlato dagli antichi Veneti romanizzati a partire dalla fine del III secolo a.C.

La sua diffusione non corrisponde ai confini amministrativi della regione Veneto: circa la metà dei parlanti si trova in Italia, nella terraferma di quella che fu la Repubblica di Venezia, principalmente nella regione del Veneto, ma anche nel Trentino e nel Friuli Venezia-Giulia. Una comunità emigrata continua a parlare dialetti veneti nell’Agro Pontino. La metà rimanente dei parlanti si trova all’estero, principalmente in Istria, con comunità minori in Dalmazia, Romania (comunità italo-rumene), Slovenia e Montenegro, e in località di emigrazione, come il Messico o gli Stati di rio Grande do Sul, santa Caterina, Paranà e Espìrito Santo (tutti in Brasile).

Oggi, il veneto è tutelato come “lingua” dalla Regione Veneto che ne afferma il carattere composito, non essendo ancora stata standardizzata né la grammatica né il lessico, e dalla Regione Friuli Venezia-Giulia, ma non dallo Stato italiano, che non lo annovera tra le minoranze linguistiche.

Dalle indagini svolta da Quaeris, si è potuto rilevare come il dialetto veneto sia generalmente familiare tra gli immigrati: la imparano spesso prima dell’italiano, la ritengono necessaria per lavorare e per le relazioni, una grossa fetta auspica che sarebbe bene che venisse insegnata.

Ma a casa e tra loro essi parlano (si può dire tutti) la lingua del paese di origine. Siamo di fronte a un significativo caso di trilinguismo consapevole e creativo (dialetto veneto, lingua italiana e lingua di origine).

E’, in sintesi quanto emerge dall’indagine promossa dalla Fondazione Ispirazione (Cooperativa Insieme si può) e realizzata dall’istituto di ricerche Quaeris.
L’indagine ha interessato lavoratori e studenti delle scuole superiori provenienti da 22 paesi.

ASCOLTA L’AUDIO DELL’INTERVISTA 

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