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Legalità, etica e trasparenza: analisi dell’opinione dei cittadini veneti

Legalità, etica e trasparenza: analisi dell’opinione dei cittadini veneti

SONDAGGIO QUAERIS – In Veneto la corruzione si sta rafforzando, grazie anche alla complicità di imprenditori e politici veneti: è quanto pensa il 76,3% dei cittadini della Regione intervistati da Quaeris in un sondaggio relativo ai temi della legalità e della criminalità organizzata.

In occasione del Barcamp organizzato da Simonetta Rubinato il 13 Settembre 2014 nel monastero di Marango, a Caorle, Quaeris analizza il tema della legalità: un campione di 272 cittadini veneti è stato chiamato ad esprimere la sua opinione sul tema ed in particolare sulla presenza in Veneto della criminalità organizzata. Le interviste sono state somministrate dalla società specializzata Demetra, col metodo dell’intervista via web (CAWI), su un panel proprietario.

In primo luogo si è chiesto agli intervistati una valutazione sulla presenza della criminalità organizzata in Veneto: il 50,4% degli intervistati ritiene che sia un pericolo reale, sostenendo che la mafia abbia molto potere all’interno della nostra regione e di questo avviso sono soprattutto le donne e gli over 50 anni. D’altro canto ben il 44,8% del campione pensa che la criminalità organizzata controlli alcuni traffici illegali, ma che non abbia un eccessivo controllo sul nostro territorio: a pensarla così sono soprattutto gli under 30 anni. Solo il 4,8% infine ritiene che non esista la criminalità organizzata in Veneto e che sia un problema di altre regioni, specialmente quelle del sud.

Rispetto a 10 anni fa, la presenza delle organizzazioni mafiose in Veneto secondo il 62,0% è aumentata, mentre il 32,2% ritiene che sia rimasta stabile e solo il 4,5% la considera diminuita. A sostenere l’aumento del potere della criminalità organizzata sono soprattutto gli uomini e gli over 50 anni.

Ma quali sono le attività illegali della mafia in Veneto? Per il 65,8% degli intervistati il business più importante è lo spaccio di droga, seguito dall’ecomafia (49,5%), dalla corruzione dei pubblici dipendenti (49,0%) e dalla prostituzione (45,8%).

Il 60,9% del campione pensa che, nella gestione dei loro traffici illegali, i veneti intrattengano rapporti con la mafia (il 12,7% è molto convinto a riguardo ed il 48,2 lo è abbastanza), mentre il 39,1% ritiene che non vi siano legami tra mafiosi e veneti (solo il 5,6% è molto convinto di questo, mentre il 33,5% lo crede con minor convinzione). A sostenere la presenza di una relazione tra la criminalità organizzata ed i cittadini della nostra regione vi sono soprattutto gli uomini e gli over 50 anni.

Il 76,3% degli intervistati sostiene che la mafia in Veneto si stia rafforzando in quanto intrattiene legami con politici ed imprenditori locali (lo pensa con maggior vigore il 29,3%, mentre tale opinione è maggiormente ammortizzata per il 47,0%). Sono le donne e gli under 30 anni a sostenere con maggior convinzione l’esistenza di tale relazione. Il rimanente 23,7% invece nega la presenza di relazioni criminose tra mafiosi e politici ed imprenditori veneti (ne è assolutamente convinto solo il 5,1%).

Abbiamo poi testato la valutazione degli intervistati a riguardo di alcuni comportamenti censurabili per tracciare una piccola classifica. Il comportamento ritenuto più grave è accettare denaro non dovuto (bustarella) in cambio di favori sul posto di lavoro (9,19 su una scala che va da 1 a 10), seguita dal comprare qualcosa sapendo che proviene da un furto compiuto da altri (8,70) e non pagare le tasse o pagarle meno del dovuto (8,42). Meno gravi sono invece dire il falso nel proprio interesse (8,21), non denunciare coloro che trasgrediscono la legge (8,20) e passare con il rosso ad un semaforo (8,10). Accettare denaro non dovuto è un comportamento ritenuto più censurabile da parte degli uomini e degli over 50 anni, mentre comprare qualcosa sapendo che proviene da un furto è più grave per le donne.

SCARICA IL REPORT DELLA RICERCA QUAERIS

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Il servizio di Antenna Tre sulla ricerca

 

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