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Autonomia del Veneto: analisi dell’opinione dei veneti

Autonomia del Veneto: analisi dell’opinione dei veneti

SONDAGGIO QUAERIS – I cittadini veneti intervistati da Quaeris preferiscono l’autonomia speciale (61,9%) rispetto all’indipendenza (27,3%): il 45,4% del campione ritiene che tutte le regioni dovrebbero avere l’autonomia di Trentino e Friuli. Tassazione ed economia sono gli ambiti in cui si desidera una maggior autonomia del Veneto.

Quaeris analizza il tema della autonomia in Veneto: un campione di 258 cittadini veneti ha espresso la propria opinione su tale aspetto. Le interviste sono state somministrate dalla società specializzata Demetra, col metodo dell’intervista via web (CAWI), su un panel proprietario.

La regione Veneto confina con due regioni a statuto speciale ed il tema è sicuramente molto sentito. Ma ciò che colpisce è che ben il 45,4% del campione ritiene che tutte le regioni dovrebbero avere l’autonomia di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, una visione che potremmo definire di Italia federale. Rilevante anche la quota, 25,5% degli intervistati, che ritiene invece che l’autonomia andrebbe invece data a quelle regioni che hanno motivazioni storiche e capacità di autogoverno come il Veneto. Minoritari sono sia coloro che ritengono che Trentino e Friuli dovrebbero perdere la loro autonomia ed essere uguali alle altre regioni (18,0%) o, al contrario, che vi siano importanti motivazioni storiche che ne giustificano lo statuto speciale (11,0%). L’interesse per il tema dell’autonomia è confermato dalla preferenza espressa per l’autonomia (61,9%) rispetto all’indipendenza (27,3%).

Interessante osservare gli ambiti in cui è ritenuta necessaria una maggior autonomia da parte della nostra regione, dove al primo posto troviamo la tassazione con ben il 51,9% ed al secondo posto gli aspetti relativi all’economia e allo sviluppo (33,5%). Seguono poi la sanità (21,3%) ed il lavoro (13,2%).

Si è poi approfondito il tema dell’indipendenza. Quasi la totalità del campione intervistato è a conoscenza del dibattito circa questo tema in Veneto: infatti solo l’1,5% dichiara di non aver mai sentito parlare di indipendenza veneta.

Per certi versi sorprendenti le risposte relative al referendum sull’indipendenza del Veneto, ben il 77,1% dichiara che andrebbe a votare: tale percentuale è maggiore tra gli uomini e over 50 anni. A questo 77,1% abbiamo quindi chiesto quale voto esprimerebbe in tal caso: fatto 100,0% il totale di coloro che si presenterebbero per votare, il 68,6% sceglierebbe l’indipendenza (52,9% sul totale). Questo risultato potrebbe sembrare in contrasto con la preferenza per l’autonomia espressa precedentemente, ma in realtà non lo è. La scelta per l’indipendenza può essere letta come una extrema ratio: “qualora fosse impossibile avere maggiori possibilità di autogoverno rimanendo entro lo Stato Italiano tanto varrebbe andarsene”.

Nell’ipotesi di indipendenza del Veneto si è poi cercato di valutare l’opinione a riguardo delle conseguenze in alcuni campi estremamente rilevanti. Per quanto riguarda le tasse, il 46,3% pensa che, nel Veneto indipendente, diminuirebbero: tale opinione è maggiormente diffusa tra le donne e gli over 50 anni; il 35,0% ritiene che la tassazione rimarrebbe pressoché uguale e secondo il 18,7% aumenterebbe.

Si ritiene invece che non vi sarebbero particolari effetti su stipendi e pensioni, infatti solo il 32,4% pensa che stipendi e pensioni aumenterebbero (di questo parere sono soprattutto uomini ed under 30 anni), invece ben il 58,0% degli intervistati sostiene che rimarrebbero stabili ed il 9,6% ritiene che diminuirebbero.

Per il 59,1% del campione l’economia migliorerebbe nel caso dell’indipendenza del Veneto: a sostenere ciò sono soprattutto gli uomini e gli over 50 anni. Il 14,3% invece ritiene che la situazione economica peggiorerebbe.

Sul fronte dei servizi socio – sanitari, il 55,8% degli intervistati pensa ci sarebbe un miglioramento ed, anche in questo caso, tale parere è maggiormente diffuso tra gli uomini e gli over 50 anni. Secondo il 10,8% vi sarebbe un peggioramento di questi servizi ed il rimanente 33,4% ritiene che non vi sarebbero cambiamenti.

E’ interessante rilevare come i tre aspetti che si ritiene potrebbero migliorare con l’indipendenza sono esattamente quelli che sono risultati ai primi tre posti nelle risposte alla domanda sugli ambiti in cui si ritiene necessaria una maggiore autonomia decisionale (tassazione, economia, sanità).

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