Seleziona una pagina

Il 2025 è già partito con un mix di segnali che fanno oscillare le imprese italiane tra entusiasmo e cautela. Ma cosa emerge dalle previsioni imprese italiane 2025-2026? L’indagine realizzata da Quaeris lo scorso ottobre per l’evento “Le 1000 imprese best performer 2025” di Italy Post offre uno spunto interessante: su più di 150 aziende ascoltate, il 46,2% prevede di chiudere l’anno con un aumento del fatturato. Un dato che, nonostante le sfide del momento, racconta un settore che non ha perso la voglia di crescere.

Il 46,2% delle aziende prevede crescita. Il sentiment delle imprese in relazione alla chiusura del 2025 delinea un quadro strutturato, caratterizzato da aspettative prevalentemente orientate alla crescita, pur in un momento economico ancora instabile. Un numero che dimostra la solidità di una buona fetta del sistema produttivo italiano per individuare traiettorie di sviluppo, nonostante le tensioni ancora presenti sui mercati internazionali. A questo gruppo si affianca un 34,9% che ipotizza una situazione di stabilità, confermando un atteggiamento improntato alla prudenza ma anche alla salvaguardia dei livelli di performance raggiunti.

La quota di imprese che teme una contrazione del fatturato, pari al 18,9%, rappresenta una percentuale minore ma significativa. Degno di nota è il fatto che le attese di riduzione si concentrino prevalentemente nella fascia compresa tra il -4% e il -5%, suggerendo una prospettiva di riduzione moderata, più effetto di pressioni esterne che di debolezze interne. Questa interpretazione è confermata dall’analisi delle cause: il 65% delle aziende che si aspetta una diminuzione del fatturato individua nella crisi dei mercati internazionali il principale fattore di rischio, mentre il 25% cita il calo della domanda interna. L’apparire di queste cause, perlopiù esterne, evidenzia che le imprese hanno bisogno di migliorare le proprie capacità di diversificazione, gestione del rischio e adattamento ai cambiamenti del mercato globale.
Dall’altro lato, tra le imprese che anticipano una crescita, le aspettative si collocano in un intervallo compreso tra il +4% e il +10%. Il dato suggerisce un ottimismo ragionevole e concreto, non si tratta di euforia, ma invece di una valutazione supportata da strategie di consolidamento, investimenti mirati e un approccio manageriale sostenibile ed efficiente.

2026: la fiducia cresce. Lo scenario previsto conferma e rafforza questa tendenza positiva. La quota di imprese che prevede un aumento del fatturato sale al 52,9%, superando il 50,6% registrato nelle previsioni formulate per il 2025. Allo stesso tempo, la percentuale di aziende che prevedono una contrazione diminuisce notevolmente arrivando al 7,8%, mentre la stabilità viene indicata dal 39,2% del campione. È un’evoluzione che indica una crescita della fiducia e un miglioramento nella pianificazione a medio termine.

Le aspettative di crescita per il 2026 si concentrano principalmente nella fascia del 4-5% (indicata dal 46,2% delle imprese), seguita dall’intervallo 6-10% (21,2%). La distribuzione indica una crescita moderata e sostenibile, coerente con le strategie graduali adottate dalle aziende in un contesto globale complesso.
Nel complesso, il quadro che emerge mostra un sistema imprenditoriale che pur essendo in un mercato competitivo soggetto a eventi esterni imprevedibili, sta perfezionando metodi innovativi per navigare mercati instabili e far fruttare i propri punti di forza. Mette in luce un tessuto produttivo orientato alla resilienza, a una gestione efficace e alla pronta interpretazione delle dinamiche mondiali.

Per vedere il report completo clicca qui